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Milano. Appartamenti, ville e negozi sottratti al crimine: al via il Festival dei beni confiscati

Gli appartamenti in centro città ottenuti con il prestito ad usura, il negozio a Baggio dove si spacciava la droga

festivalBeni Confiscati350e da dove partiva il riciclaggio di denaro sporco attraverso la Svizzera. La lavanderia dove si ripulivano i divani in pelle, ma i soldi si facevano con il traffico di stupefacenti. La villa con rifiniture di lusso a pochi passi dall’Abbazia di Chiaravalle, a mostrare una fortuna raggiunta velocemente grazie ai reati più vari, dal furto, al narcotraffico, alla messa in circolazione di denaro falso.

 I beni confiscati dallo Stato nella città di Milano raccontano storie di malavita organizzata, infiltrazioni mafiose, presenza sul territorio e ramificazioni anche nella politica che hanno portato negli ultimi vent’anni a decine di inchieste e di arresti, l’ultimo dei quali lo scorso gennaio, in viale Brianza.
 Operazioni che hanno coinvolto membri e affiliati di famiglie di spicco della criminalità organizzata, nomi noti per la loro presenza e pervicacia nel gestire attività illecite e nel conquistare fette sempre più grandi di business, dall’import –export della frutta allo smaltimento dei rifiuti.

 Attualmente il patrimonio di beni confiscati e trasferiti al Comune conta 172 unità immobiliari: 163 assegnate e 9 in fase di acquisizione da parte dell’Amministrazione.

 Tutto questo sarà raccontato da oggi, giovedì 30 marzo, a domenica 2 aprile durante il Festival dei Beni Confiscati alle Mafie, evento organizzato dall’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Milano in collaborazione con Libera e Cesi e con la direzione artistica della giornalista Barbara Sorrentini.

 Il Festival prenderà il via domani alle 10 presso Casa Chiaravalle, in via Sant’Arialdo 69, con la presenza di una ottantina di studenti delle scuole superiori di Milano, accompagnati da Libera e dai rappresentanti dell’Amministrazione comunale, di Gherardo Colombo, Umberto Ambrosoli; Nando dalla Chiesa, Lucilla Andreucci (referente Libera Milano. A seguire ci sarà la lezione agli studenti di Sandro De Riccardis, giornalista e autore di “La mafia siamo noi”.
 Per questa quinta edizione il Festival ha consolidato il rapporto con gli studenti e il pubblico giovanile offrendo un programma che si rivolge innanzitutto a loro e si aprirà alla città coinvolgendo, per la prima volta, alcuni spazi esterni ma simbolici, tra cui il Liceo classico Manzoni: perché la cultura della legalità, che il Festival da cinque anni ha l’obiettivo di diffondere, quando entra in una scuola diventa educazione alla legalità.

 Durante le giornate del Festival un gruppo di studenti seguirà gli appuntamenti per la redazione del “Giornale dei Ragazzi” e documenterà l’iniziativa in tempo reale sui social network e online. E sempre agli studenti è dedicato l’incontro nel bene gestito da Cangiari in via Monte Santo 10, con le attrici Federica Fracassi e Isabella Ragonese.

 Molti e diversi sono i luoghi che ospiteranno il Festival, dai beni confiscati a spazi particolarmente significativi. Tra questi “I Frigoriferi Milanesi”, il centro per l’arte contemporanea che affaccia sull’Ortomercato, luogo storico di Milano finito anche in alcune indagini per infiltrazioni della criminalità organizzata, e la Cineteca di Milano (Spazio Oberdan in viale Vittorio Veneto 2 e Mic- Museo Interattivo del Cinema in viale Fulvio Testi 121), dove verrà proiettata una retrospettiva cinematografica dedicata Pif: i due film “In guerra per amore” (Oberdan) e “La mafia uccide solo d’estate”(Mic) e il documentario “Un gelato per Saviano” (Mic).

 Parte importante nel programma del Festival avranno gli incontri con alcuni autori noti per il loro impegno contro le mafie: lo scrittore Claudio Fava, tra gli sceneggiatori del film “I cento passi” e con una lunga esperienza in politica e nella Commissione Parlamentare Antimafia; Gioacchino Criaco, autore de "Il saltozoppo” e “Anime Nere” da cui è stato tratto e sceneggiato il film di Francesco Munzi, vincitore di nove David di Donatello. Proprio Criaco incontrerà gli studenti Liceo Classico Manzoni (in collaborazione con Feltrinelli) e in un bene confiscato (via Monte Santo 10) discuterà con Pif di mafia tra commedia e tragedia.

 Il Festival chiuderà con un reading letterario sulla Milano criminale a cui parteciperanno alcun scrittori, con brani propri e il pubblico presente invitato a leggere pagine a tema.

 Oltre alla collaborazione con Libera che curerà le visite guidate con le scuole nei beni confiscati e Radio Popolare, media partner, quest’anno il Festival si avvarrà delle collaborazioni di Feltrinelli, Unilibera, Cross di Sao -Associazione Saveria Antiochia, Agende Rosse, Tieffeu.

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