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Milano. Nessun taglio ai servizi alla persona e diverse innovazioni

Nessun taglio ai servizi e diverse innovazioni.

maniAnziani350Ci sarà un contenimento della spesa per 7 milioni di euro che toccherà l’area residenzialità e in particolare l’utilizzo di residenze sanitarie assistenziali per le persone anziane (1,6 milioni), di comunità educative per mamme con minori senza necessità di alta assistenza (2 milioni) e le spese di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che sarà a carico dello Stato e non più quasi totalmente dei comuni (2,6 milioni di euro). Una riduzione delle spese in alcuni capitoli di bilancio che non intaccherà il numero e il livello dei servizi destinati ai cittadini che potranno accedere a nuovi contributi.

 Se ne è parlato oggi nella Commissione congiunta Bilancio – Politiche sociali dedicata al documento previsionale 2017. Nell’anno corrente il Comune di Milano impiegherà 232.038.645 di euro di cui 168.261.000 propri e 63.777.645 di provenienza statale e vincolati a contrasto della povertà e immigrazione. Al sostegno al reddito e alle misure contro la povertà saranno destinati 38.467.650 di euro (più del doppio rispetto al 2011 quando a bilancio erano 18 milioni): 13,6 milioni in contributi e titoli sociali per anziani, 7,8 per disabili; 3,9 milioni di euro per giovani coppie e adulti in difficoltà (1,8 dei quali in borse lavoro); 4 milioni per famiglie con minori (1,7 dei quali in reddito di maternità). Alla residenzialità andrà la tranche più corposa di finanziamenti: 113.749.564 di euro (di cui 51 milioni per anziani, 39,6 per comunità minori, 15,3 per persone con disabilità). Ai servizi diurni e all’assistenza domiciliare andranno invece 46.986.850 di euro (di cui 18,7 milioni per anziani, 8,9 per minori e 19,6 per persone con disabilità). All’area adulti in difficoltà andranno 12.981.000 di euro, 9,6 destinati all’estrema povertà, 1,8 in borse lavoro e 2 milioni per i centri antiviolenza e per le vittime della tratta.

 “Anche per il 2017, pur operando un contenimento delle spese – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – garantiremo lo stesso livello di servizi offerto finora e introdurremo alcuni interventi nuovi nell’ambito del sostengo al reddito e dell’assistenza domiciliare. Introdurremo un contributo tate, badanti e baby-sitter e avvieremo il reddito di maternità per le neomamme con Isee familiare inferiore ai 17.000 euro. In base al reddito si continuerà ad offrire servizi gratuiti a chi ne ha diritto, si integreranno le spese con un contributo o, a chi solitamente acquista i servizi nel libero mercato, si faranno conoscere servizi di qualità certificati dal Comune e forniti dal Terzo Settore. Il portale Wemi.milano.it lanciato in questi giorni è nato proprio con questa finalità. Per troppi anni il sistema del Welfare è rimasto fermo su vecchi schemi e meccanismi. Il nostro compito – conclude l’assessore - è renderlo più rispondente alla reale domanda di servizi, più attento al corretto impiego delle risorse, più capace di cambiare e innovare rafforzando relazioni e reti, ad esempio con il Terzo settore e con il privato, in passato poco considerate”.

 Con il 2017 si potrà contare su una serie di risorse provenienti dallo Stato che oltre a sostenere interamente la presenza dei richiedenti asilo accolti a Milano consentirà di sviluppare nuovi progetti contro la grave emarginazione (PON Inclusione 8,4 milioni di euro per il triennio, 3 milioni nel 2017) e per la riqualificazione sociale delle periferie (PON Metro, 8,4 milioni nel triennio). Per l’area infanzia e adolescenza ci saranno 3,6 milioni di euro per progetti del VI Piano Infanzia e Adolescenza della Città di Milano (ex legge 285).

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