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Milano. Al via l’avviso pubblico per censire le social street

Da gruppi informali nati spontaneamente grazie all’iniziativa di alcuni cittadini a realtà con cui il Comune vuole collaborare, riconoscendone la funzione sociale sul territorio.

mappaSocialStreet350È così che le social street, prima con una delibera di Giunta lo scorso maggio e oggi con un avviso pubblico, potranno interagire con il Comune ottenendo spazi, servizi o opportunità di collaborazione. Prendersi cura di un giardinetto nella propria via, organizzare un aperitivo nel locale sotto casa, o coinvolgere i vicini di casa più soli in attività ricreative sono alcune delle attività effettuate dalle social street che il Comune vuole valorizzare. Se già non ci si conosce il primo contatto avverrà, come successo finora, sui social network facendo riferimento alla via in cui si abita. Le social street sono nate così nel 2013 da un primo gruppo di residenti di via Fondazza per poi diffondersi numerose in tutta Italia

 A Milano al momento sono più di una settantina, sparse in diversi quartieri, dal centro alle periferie. Nel maggio scorso, con una delibera di Giunta, il Comune aveva avviato un percorso di dialogo. Oggi, con la pubblicazione di un avviso pubblico, si apre la procedura per la raccolta dei contatti che costituiranno un elenco di gruppi informali di cittadinanza attiva di cui le social street e altre realtà potranno fare parte.

 “Con questo atto – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – abbiamo voluto valorizzare risorse sociali non del tutto conosciute e informali che quotidianamente operano in favore della collettività, rivolgendosi in particolare a persone in condizioni di fragilità. Siamo convinti sia necessario un loro coinvolgimento a pieno titolo nelle rete del welfare milanese, insieme ad associazioni e gruppi di volontariato. La creazione di legami di solidarietà tra vicini di casa e di momenti di aggregazione spontanea che spingono le persone ad uscire dall’isolamento sono un modo per combattere la solitudine, ricucire il tessuto sociale, creare comunità”.

 "Come Amministrazione comunale - commenta l'assessore alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data, Lorenzo Lipparini - intendiamo garantire anche alle realtà informali, sempre più attive e numerose in città, una collaborazione costante, che si tradurrà, per esempio, in un accesso agevolato ai tanti spazi di aggregazione già operativi in città quali le Case delle associazioni, gli spazi Wemi, i negozi civici e gli spazi dei nove municipi. Tutti questi luoghi, e quelli che si aggiungeranno, saranno mappati sul geoportale del Comune appena lanciato. L’obiettivo più ambizioso sarà quindi quello di creare dei veri patti di collaborazione tra il Comune e i cittadini attivi per la gestione e la cura dei beni comuni, a partire dalla definizione di un regolamento da condividere con le social street".

 I gruppi che vorranno iscriversi avranno tempo fino al 5 maggio. È richiesta la presentazione di un progetto di attività. Queste le modalità: per l’iscrizione all’elenco i gruppi informali di cittadinanza attiva dovranno essere costituiti da due o più persone maggiorenni, senza condanne penali, residenti nel Comune di Milano, comunitari o stranieri purché in possesso di idoneo titolo di soggiorno.

 Le attività dei gruppi informali dovranno essere illustrate singolarmente all’interno di un “progetto”, inoltrato da una persona referente, che non comprenderà le consuete attività quotidiane, ma solo quelle iniziative la cui realizzazione sia configurabile quale vero e proprio progetto.

 Lo stesso progetto, sottoposto a valutazione di ammissibilità da parte di una commissione appositamente nominata dal direttore Politiche Sociali e composta da almeno 3 membri con adeguate competenze tecniche, individuati tra il personale della direzione medesima o appartenenti ad altre unità organizzative competenti, dovrà indicare:
 la specifica attività che si intende svolgere;
 la durata presunta dell’impegno assunto nel complesso;
 il numero di persone impegnate nell’attività;
 il nominativo di un responsabile, referente nei confronti del Comune.
 I gruppi informali iscritti nell’elenco avranno la possibilità di essere coinvolti dall’Amministrazione comunale in attività di tipo sociale e concludere accordi n relazione alla specificità dei singoli progetti. Sarà chiesto a ciascun gruppo di identificare un referente che terrà le relazioni con l’Amministrazione.

 Ciascun gruppo iscritto nell’elenco identificherà un referente che terrà le relazioni con l’Amministrazione in occasione di specifiche iniziative che prevedano rapporti con l’Ente locale.

 La collaborazione tra i “Gruppi informali di cittadinanza attiva” e l’Amministrazione sarà guidata da valori condivisi a cominciare dal perseguimento di finalità di interesse generale. Saranno richieste la massima conoscibilità delle opportunità di collaborazione, delle proposte pervenute, delle forme di sostegno assegnate, delle decisioni assunte, dei risultati ottenuti e delle valutazioni effettuate, riconoscendo nella trasparenza lo strumento principale per assicurare l’imparzialità nei rapporti con i cittadini attivi e per verificare le azioni svolte e i risultati ottenuti. Le parti saranno responsabili reciprocamente affinché la collaborazione risulti effettivamente orientata alla produzione di risultati utili e misurabili.

 Saranno rispettati i principi di inclusione e di apertura affinché gli elenchi siano accessibili periodicamente anche ad altri cittadini. Per questo motivo saranno aggiornati ogni sei mesi.

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